Un’inchiesta giudiziaria scuote il mondo della pallacanestro. La magistratura reggina si sta occupando di presunti illeciti che, negli ultimi due anni, avrebbero falsato i tornei facendo sospettare la presenza di combine nei campionati di B e C. Nell’inchiesta risulterebbero coinvolti i vertici del settore Commissari speciali arbitri. A far scattare l’interessamento della magistratura sarebbe stata la denuncia di un arbitro che avrebbe parlato di presunti illeciti tali da condizionare la regolarità dei tornei, coinvolgendo club di varie regioni. L’arbitro avrebbe indicato agli inquirenti partite di campionati minori dall’esito pilotato. Le indagini del compartimento di Polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, attraverso controlli e intercettazioni, avrebbero consentito la ricostruzione di una serie di comportamenti illeciti da parte di dirigenti di club e organismi legati alla Federazione. La Procura avrebbe addirittura ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e all’abuso d’ufficio nei confronti di Giovanni Garibotti, supervisore dei Commissari speciali arbitri, Giovanni Battista Montella, responsabile del settore Commissari speciali, Alessandro Campera, designatore. I tre, secondo l’accusa, avrebbero esercitato una sorta di controllo del settore arbitrale decidendo i voti da dare ai “fischietti” prima della gara e comunicandoli ai Commissari speciali. Secondo l’impostazione accusatoria, i tre avrebbero determinato il risultato degli incontri a favore di determinate società. Garibotti, Montella e Campera si sarebbero così adoperati per agevolare gli arbitri compiacenti. Chi non accettava di favorire le squadre indicate sarebbe stato penalizzato. E proprio da un arbitro estraneo al presunto “gruppo di potere” che dominava il mondo del basket sarebbe partita la denuncia che ha innescato l’attività d’indagine. Il lavoro della magistratura sta andando avanti da mesi. Il sostituto procuratore Maria Luisa Miranda avrebbe disposto l’acquisizione di documenti e atti utili a ricostruire le vicende oggetto d’indagine. Giovanni Garibotti, Giovanni Battista Montella e Alessandro Campera sarebbero già comparsi davanti al gip Kate Tassone per essere sentiti in ordine ai reati ipotizzati nei loro confronti. Gli investigatori sarebbero impegnati a ricostruire la rete dei rapporti intessuti dai presunti responsabili della strategia finalizzata (secondo l’accusa) a realizzare il controllo dei campionati di basket. Ci sarebbero decine di indagati per reati che vanno dal concorso in abuso alla truffa, alla frode sportiva. Dall’esito di questa inchiesta “Baskettopoli” potrebbe dipendere il giudizio sulla regolarità o meno dei campionati minori di pallacanestro. Ove trovasse conferma quanto ipotizzato dagli inquirenti sulle presunte combine, ne risulterebbe gravemente compromessa l’immagine dello sport italiano in generale e del basket in particolare. La vicenda sembra dare consistenza alle proteste di società che lamentavano l’esistenza di manovre per penalizzarle fino a determinare la loro retrocessione. Ma per adesso siamo nel campo delle ipotesi. Bisognerà attendere i risultati per capire se andrà messa in discussione la regolarità delle ultime due stagioni. PAOLO TOSCANO - GDS